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Giornata della Memoria

“Devo dire che pochi libri mi sembrano come questo degni di essere divulgati con il potente mezzo del cinema, perché non si può essere contro la guerra in un modo più semplice e più universale di così, e credo che la figura della piccola Anna riuscirà perciò ad imporsi dappertutto come un simbolo. Oggi c’è bisogno più che mai di film che ci aiutino a ritrovare il sentiero della solidarietà che cattive forze risorgenti cercano di far perdere (“o cerchio, o cerchio, allargati, apriti, lasciaci uscire”).”

Queste sono alcune delle parole che Cesare Zavattini scrisse ad Otto Frank, unico sopravvissuto della propria famiglia ai campi di concentramento, dopo aver letto il Diario di Anna Frank in francese. Se ne entusiasmò ed innamorò a tal punto da volerne fare un film la cui regia sarebbe spettata a Vittorio De Sica. Era la metà degli anni Cinquanta, e Zavattini intessé una corrispondenza con il padre di Anna per saggiare la possibilità e la disponibilità alla trasposizione cinematografica delle memorie di Anna.
La cosa purtroppo non andò in porto per ragioni di diritti già assegnati, come gli rispose molto gentilmente Otto Frank, ma tra loro si instaurò un dialogo scritto di rara sensibilità e delicatezza.

Questa ed altre numerose memorie e testimonianze inedite legano la vita di Cesare Zavattini al mondo ebraico, in un filo narrativo che si dipana nelle sale di Palazzo Da Mosto a Reggio Emilia dove, dal 14 dicembre scorso, è in corso la mostra “Zavattini oltre i confini. Un protagonista della cultura internazionale”, promossa dalla Fondazione Palazzo Magnani, che racconta al pubblico tanti aspetti inediti della vita di Zavattini nel suo viaggiare instancabilmente per il mondo.

Il prossimo 27 gennaio ricorrerà la Giornata della Memoria, per non dimenticare uno dei capitoli più tremendi e disumani della nostra storia ed onorare i milioni di vittime innocenti che ne perirono, e per perorare alla nostra coscienza la necessità di affermare sempre la pace.
E per Cesare Zavattini quella della pace fu una vera e propria ossessione, espressa in tutti i suoi lavori e lungo il corso della sua attività. Pace e libertà come elementi fondanti della vita.

[Ultimo aggiornamento: 17/01/2020 09:44:23]